Lo scrigno della parola

Blog di poesia e dialoghi immaginari
giovedì, 10 aprile 2008

Ozio

Scucito sul divano
dal ronzio della TV
alle tre di notte,
mozziconi di sigaretta
che odorano di stagno,
il tavolino giallo
che vomita riviste
- da sotto, come se fosse
in ginocchio -
e nessuna voglia
ad intiepidirmi.
Solo un prurito
alla caviglia destra
e nessuno a grattarmi.
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mercoledì, 02 aprile 2008

Scacco

Dispongo ordinatamente
- e quante volte
c'ho provato -
senza umori, immobile.
Lascio con distacco
la guida al cinismo
e soffio di ghiaccio
- delimito confini
vicini -
paresi apparente.
Un pezzo che muove
da sè
- ira -
ritento
più stanco.
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lunedì, 31 marzo 2008

Litigio

Tre giorni sono passati
ma non mi convinco
- la pancia stringe
e vibrano le braccia -
non riesco a darti
ragione; è vetro che
scricchiola sotto i denti
pensare che ho torto.
E torto marcio.
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giovedì, 13 marzo 2008

Semina

Collezioni sigarette
in fondo ai bronchi
e non ti rimarranno
che racconti futili
da leggere ai nipotini.
Ritardi la sventura
- quale fortuna, invece -
di capelli bianchi
e crepe della faccia.
Il tuo vestito
scucirà gli anni
uno per uno
e il tuo eterno
presente sarà
pietre ed ossa
in compagnia
di vermi.
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martedì, 11 marzo 2008

Parlami

La guancia sinistra
ancora gonfia,
due denti
nella spazzatura
e il labbro superiore
pulsante
su cui ho inciso
con un pugno una croce.

E ancora ci si parla
a stento, storpiando "favore"
e "serpente".

L'acido di batteria
che zampilla dalle nocche
snida segreti che il sangue
inghiotte in silenzio.
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martedì, 11 marzo 2008

Processione

Siamo candele spente
(e i cappelli
scuri non lasciano
traccia di sole
sugli occhi).
Si cammina in fila
per due, mani in tasca
- mani mai pronte -
gambe inamidate,
ridicole.
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giovedì, 06 marzo 2008

Treno

Immagino
nel bagliore
che corona
montagne e colli
qualcuno ad ascoltare
auto in corsa
a serbatoio pieno
il semaforo che
torna verde
a sperare anche lui;
ancora cene a due
occhi socchiusi
che si abbandonano
al sonno
pesante
macigno
bambini, pianti, pannolini
spesa ancora da riporre
nei pensili ingialliti
la caffettiera
e i suoi gargarismi
telefoni
sveglie
treni.
Forse un solo
treno, sempre
quello.
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mercoledì, 05 marzo 2008

Prima di ieri

Non ti riconosco
in questo confine
partorito d'ossa
e sangue e carne
(che ascolta
e canta
in solitaria tregua).
Nella brina rinchiusi
l'unico senso
che ancora ci scioglie;
caleidoscopio di ricordi
(atomici frammenti
perduti in piccoli occhi).
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martedì, 04 marzo 2008

Tra 50 anni

Non credo
possa scoprirmi
quel giorno
scolpito
sezionato a dovere
compiuto.
Sentirò ancora
quel torpore
alle spalle
o non vedrò le facce
a più di un metro
dal mio naso.
E le vene
aggrovigliate
e incancrenite, i polmoni
a ricordarmi con un fischio
le sigarette che ho fumato.
postato da giovannisparano alle ore 15:10 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 04 marzo 2008

Verità

Forbice
e dito.
Il mio sangue
non può mentire.
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